Il canone SEO che paghi da anni, sono soldi sprecati?

Almeno una volta al mese mi chiama un cliente con questa domanda: “voi siete bravi e non lo metto in dubbio, ma in tutta sincerità non capisco che cosa mi sta portando questo canone SEO che pago da tempo (sarebbe l’ottimizzazione del sito per essere trovato su Google).”

Qualcuno arriva perfino a dire: “forse dovrei smettere di investire soldi in questa attività e metterli su una campagna di annunci a pagamento”.

Ovviamente è un dubbio legittimo, e perciò la domanda richiede una risposta precisa e esauriente.

Ci sono 3 tipi di risposte che ti possono aver dato:

  1. la risposta dell’agenzia ignorante
  2. la risposta dell’agenzia in malafede
  3. la risposta dell’agenzia seria e onesta

 

RISPOSTA 1: l’agenzia ignorante

Il canone SEO non serve, se il sito è ben fatto arriverà nella prima pagina di Google da solo.

Ci sono in giro agenzie che hanno bisogno di fatturare, e provano a insinuarsi nelle aziende come pulci nelle orecchie.

Dicono che  il loro sito attuale non è fatto bene, che un buon sito non ha bisogno di attività SEO (ottimizzazione per Google) continuativa, e come il diavolo inducono nell’imprenditore la tentazione di avere un sito nuovo senza più nessun canone, magari allo stesso prezzo del servizio SEO attuale.

 

Se uno prende per buona questa argomentazione, appare una buona idea. Dirotto i soldi del SEO nel nuovo sito, che essendo più tecnologico non avrà bisogno di un’attività continuativa e mi libero di ogni canone.

La solita storia: pago bene una volta sola e poi non ho più bisogno di investire.

Sì, come se il mercato andasse ancora alla velocità di 500 anni fa, e non ci fosse bisogno di essere costantemente al passo di mese in mese.

Come se Google non modificasse il suo algoritmo ogni giorno, e l’ultimo ragazzo uscito da ingegneria potesse promettere che il nuovo sito non avrà bisogno di nessuna ottimizzazione per anni, perché “se è ben fatto dall’inizio andrà avanti per inerzia e sarà sempre nei primi posti di Google”.

Come se la promozione del marchio aziendale non fosse un’attività da spingere costantemente, e si potesse abbandonare il sito al so destino, confidando nella buona sorte.

 

RISPOSTA 2: l’agenzia in malafede

E’ indispensabile pagare un “canone di promozione globale” (non solo SEO) per avere visitatori, altrimenti nessuno vedrà il sito.

Peggio dell’ignorante, è quello che sa la verità ma la nasconde e racconta una bugia, per il suo tornaconto.

Alcuni miei clienti quando arrivarono da me, stavano pagando un canone generico di “promozione del sito” per avere visitatori.

Così gli avevano raccontato.

Non sapevano quanti soldi venivano investiti e dove, non sapevano che risultati portasse con precisione, ma sapevano che senza questo canone il sito sarebbe stato deserto, peggio di un bar del centro a Ferragosto.

Andando a guardare i dati di Google Analytics, ho poi scoperto che queste agenzie facevano sia SEO (quindi ottimizzazione per comparire gratis su Google) sia annunci a pagamento.

Il cliente non aveva nessuna visibilità, loro dosavano un po’ dell’uno e po’ dell’altro, a seconda della necessità.

In pratica la strategia che portavano avanti era questa:

  1. mi faccio dare dai 4-600 euro/mese per la promozione del sito,
  2. faccio un minimo di ottimizzazione SEO nel sito per comparire su Google,
  3. se riesco ad arrivare in prima pagina su Google con qualche parola-chiave bene, vuol dire che posso tenere tutti i soldi del canone come guadagno,
  4. se invece vedo che il sito non batte un chiodo perché a Google non piace per niente, accendo qualche annuncio a pagamento e con 100 euro porto un po’ di gente, così al cliente faccio vedere che il suo canone serve a qualcosa.

Questo modo di fare capisci che è molto conveniente al fornitore, ma poco al cliente.

Ci sono una serie di criticità che si possono presentare:

  1. Google non porta visitatori al sito perché l’indicizzazione non è fatta bene, ma nessuno se ne accorgerà perché con qualche soldo su AdWords (il circuito di annunci a pagamento) “compro” dei visitatori e nessuno si pone il problema. Il cliente pensa che vada tutto bene.
  2. Google porta visitatori al sito e l’agenzia non fa nulla di più, tenendo per sé tutto il canone e impedendo quindi di utilizzare quei soldi in modo proficuo per l’azienda. L’approccio migliore non prevede di usare solo Google o solo AdWords, ma entrambi. Un giorno spiegherò il perché.
  3. Anche se l’agenzia usa gran parte dei soldi per Adwords, quindi li mette a frutto e non li tiene per sé, si preoccupa solo di portare visite, non di selezionare le migliori parole-chiave che portino i migliori visitatori, che dovrebbero diventare clienti un giorno. In questo modo il sito gira, ma arriveranno pochi contatti. L’imprenditore non ha le competenze per accorgersi di questo, potrebbe avere una brutta sensazione, senza spiegarsi il perché.

 

RISPOSTA 3: l’agenzia seria e onesta

E’ indispensabile per chiunque prevedere un’attività SEO di ottimizzazione del sito web, minima e continuativa, con attività predefinite.

Nei casi in cui il budget lo permette e la competizione è alta, è corretto prevedere un’attività SEO importante e continuativa, con attività progettate caso per caso.

Tutte le parole che ho usato non sono casuali.

Chiunque, sia che il tuo sito abbiamo 10.000 visite al giorno, o 1, deve prevedere un’attività SEO minima e continuativa.

Voglio dire che sto parlando di tutti gli accorgimenti da usare ogni volta che si pubblica

 

 

 

 

 

 

CONCLUSIONE

Io scrivo quello che ho imparato in molti anni di lavoro a contatto con tante imprese.

Quello che dico è la verità dal mio punto di vista, e so che dicendola tanti operatori del settore si incavolano con me.

Non ce l’ho con nessuno, ma non mi va di fare compromessi.

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