Cerchi un collaboratore per il sito internet e non lo trovi?

Qualche tempo fa ho inserito su Facebook un post sui curriculum vitae: parlava delle bugie più comuni che si scrivono nel CV, quando ci si candida per un nuovo lavoro.

BUONE CAPACITÀ DI LAVORO IN TEAM

Credo che questa sia stata quella più diffusa negli anni ’90.
Il problema è più serio di quello che sembra, perché oggi sono cambiate le bugie ma i curriculum restano sempre uno strumento poco utile a valutare i candidati.

Ogni giorno incontro imprenditori che hanno un progetto.
Per il tipo di settore di cui mi occupo, si tratta sempre di un progetto legato a internet e alle tecnologie informatiche.
Li aiuto ad analizzare le loro esigenze, mettiamo in ordine le cose da fare, escludiamo quelle poco importanti e dispersive, lasciamo quelle che ci danno subito un risultato, e voilà!

Siamo pronti per partire!

A questo punto l’imprenditore si rende conto che sarà necessario un certo impegno da parte sua e della sua azienda. Si rende conto che non potrà affrontare questa cosa da solo, e avrà quindi bisogno di un collaboratore, interno o esterno.
Qualcuno che segua il progetto in maniera quotidiana, che cerchi foto e testi dei prodotti, che segua il lavoro dell’agenzia web, che riempia la pagina Facebook di contenuti, ecc.

A quel punto mi fa la domanda: “tu… non è che conosci qualcuno bravo a fare queste cose?“.

E’ ovvio che io conosco qualcuno, ma è altrettanto ovvio che il 90% delle volte non è la persona giusta per te.

Un collaboratore deve avere determinate caratteristiche affinché si trovi bene nell’azienda, e l’azienda si trovi bene con lui. Va fatta un minimo di ricerca e di selezione, perché il primo che arriva raramente è quello più indicato.

Allora cosa succede?
L’imprenditore mette un annuncio di ricerca personale.

Una volta ho assistito proprio a questa scena: siamo davanti al contratto da firmare. L’imprenditore firma senza battere ciglio un lavoro da 60.000 euro.

Poi realizza che non riuscirà mai da solo a portare avanti il progetto, allora senza perdere un minuto chiama un assistente e gli detta l’annuncio: “Azienda xxxxxxx cerca un collaboratore per gestire il web marketing e il sito web. Il candidato dovrà avere conoscenze informatiche e della lingua inglese, capacità di lavoro in gruppo, flessibilità lavorativa e grande voglia di imparare.”

In realtà era più lungo ma il senso era questo, ovvero una serie di luoghi comuni senza fine, che non individuano nessuna persona in particolare.

Infatti poi chi hanno assunto? Un ingegnere informatico appena uscito dall’università.

Per avere un cervello brillante? No, per fargli il contratto da apprendista.
Questo povero ragazzo si trovò a essere assunto per i suoi titoli di studio. Aveva tanta buona volontà ma nessuna esperienza. L’azienda era molto arretrata su quel terreno, e nel giro di qualche settimana si ritrovò a fare qualsiasi cosa tranne quella per cui era stato assunto.

Rimase così in un limbo per qualche anno, poi prese la coraggiosa decisione di cambiare azienda, perché effettivamente quel tipo di rapporto lavorativo non portava bene a nessuno.

Perché il titolare ha scritto un annuncio così generico?
Perché non aveva la più pallida idea di che tipo di lavoro dovesse occuparsi questo nuovo collaboratore.

Quindi la prima regola prima di assumere qualcuno, è capire bene che tipo di lavoro dovrà fare. Per capirlo puoi soltanto metterti in prima persona a farlo, farti spiegare bene tutti gli aspetti dai fornitori, entrare nei termini tecnici, leggere e informati online.
Dopo un po’ di fatica riuscirai a masticare il minimo che ti serve per avere un’idea adeguata di cosa farà il tuo collaboratore.
Questo ti permetterà di poter già capire durante il colloquio se la persona ha un po’ di esperienza o no.

Perché ha scritto un annuncio?
Perché conosce solo quel modo, crede che ancora si trovino le persone migliori con gli annunci. Può succedere, ma la maggior parte delle volte i migliori non stanno cercando lavoro. E’ statistico, i più apprezzati si trovano più raramente senza lavoro, e quando succede restano disoccupati meno a lungo.

Questo significa che se metti un annuncio il 90% di persone che ti si presenterà saranno quelli che tu non vuoi. Perché vuoi fare decine o centinaia di colloqui pe trovare un ago nel pagliaio?

Non è più facile andare nei posti frequentati dagli appassionati della materia, e cominciare a leggere i loro commenti per poi avvicinarli gradualmente?

 

Quindi l’annuncio non va mai usato?
Secondo me in certi casi può essere utile: quando non stai cercando un fuoriclasse, ma ti serve solo un buon esecutore, quando il lavoro è facile da insegnare e il turnover non è un grosso problema, allora in quel caso puoi usare l’annuncio.

Purché sia scritto in un certo modo, ovvero con una serie di indicazioni che ti consentono di filtrare da subito coloro che non prestano attenzione alle richieste. Perché per un tipo di lavoro esecutivo è indispensabile ascoltare con attenzione ed eseguire con scrupolosità.

L’annuncio va messo nel posto giusto: se lo metti sul quotidiano sai che avrai candidati estremamente generici senza interessi particolari.
Se lo metti in una rivista di settore raccoglierai interessati specializzati o appassionati in quel settore.
Se lo metti in un sito online sai che saranno persone che usano internet. Ecc. Ecc.

Anche se usi gli annunci, fai sempre molta attenzione a dove li pubblichi, e a cosa ci scrivi.
Seleziona il più possibile prima, farai meno lavoro dopo.

 

E’ il momento di agire!

2 Comments

  • Genny

    30/10/2015

    Posso condividere?

  • Jack Larghetti

    30/10/2015

    Ciao Genny,
    certamente, mi fa piacere che ti sia piaciuto!
    Detto da te che coordini collaboratori di mestiere, mi onora.